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22 maggio 2013

La vita dei libri


Il mio ultimo viaggio a Palermo mi porta ad azzardare un paragone: un libro nasce e cresce con i tempi di  un essere umano. Per prima c’è l’amore, senza il quale un libro non può nascere. La gestazione, i 9 mesi (a volte meno, a volte più) in cui prende forma, poi il parto, che pur non doloroso coincide con una grandissima emozione, ti viene consegnato quasi caldo appena uscito dalla stampa. In fine, il suo “ingresso nella società” e tutte le strade che da solo percorre, dato che ad un certo punto, o forse già da subito, non ti appartiene più. Per esperienza di mamma so che la nascita di un figlio è molto lontana ed imparagonabile a tutto ciò ma è un modo esagerato per far capire quanta emozione e quanta scoperta ho sentito nell’incontrare i ragazzi delle scuole medie di Palermo.
Per scrivere Piccolo, grande Uruguay, mi sono seduta ad una finestra e da lì ho cercato di osservare, come mai lo avevo fatto, le persone che mi hanno cresciuto e che nell’infanzia ho incontrato. I ragazzi sono andati oltre.

1° dono: alcuni ragazzi della scuola Leonardo Da Vinci hanno costruito dei  pacchi regalo, usando colori che richiamano la copertina del libro. Ogni regalo porta il nome di un personaggio del libro e all’interno del pacco trovo quello che secondo i ragazzi quella persona mi ha lasciato nella vita, di positivo.

 
 Dal  dentista italiano. Hugo
ti insegna che se si ama quello che si fa, 
lo si fa sempre e ovunque".

Dalla ragazza degli universi.
 Ti lascia la curiosità per tutto, 
la voglia di sentire la vita e tutte le cose"

Dallo zio con i rollers.
Ti lascia la voglia di essere sempre giovanile, 
e ti insegna che non esiste età per il divertimento".

  

2° dono: Il gioco dell’oca. Di personaggi nel libro ce ne sono si di positivi e di negativi, e coo che a secondo dove finisco tirando il dado proseguo, mi fermo o retrocedo.

  
3° dono: Ogni personaggio del libro prende vita. I ragazzi hanno immaginato il loro punto di vista e hanno scritto delle storie bellissime.

 
Caruso Trusky intrapolato nel tempo.


Un lavoro fatto nella scuola media A. Pecoraro.

  Grazie a  Oliver per avermi dato la possibilità di incontrare le nuove strade dei miei ex libri.

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